Prosegue su Focus la rassegna «Dittatori del Novecento»: Mussolini e Osāma bin Lāden

Prosegue la proposta per un sabato sera (televisivamente) diverso di Focus, la rete tematica dedicata al divulgazione diretta da Marco Costa, al 35 del telecomando.
«Dittatori del Novecento», serie documentaristica inedita, prodotta da World Media Rights con ZDF Enterprises, è l’offerta per la prima serata del 24 ottobre: Mussolini e Osāma bin Lāden sono i protagonisti del terzo appuntamento.

Da Hitler a Saddam Hussein, da Stalin a Kim Jong-il, da Mao al Colonnello Gheddafi. Non una schiera di statisti, bensì un gruppo di senza cuore, avidi e crudeli, o semplicemente di folli, che - preso il controllo del proprio paese - ha inflitto atroci sofferenze ai loro popoli.

Il racconto delle vite e della conquista del potere di questi tiranni, ricostruito evidenziandone le azioni spietate condotte per mantenere la supremazia, sono frutto del contributo di storici e psicologi. Un lavoro che delinea veri e propri profili criminali, il cui punto di forza è il connubio tra il serio impianto storiografico e la rigorosa rappresentazione in fiction dei momenti chiave del percorso di questi figuri.

Noto anche con il solo appellativo di Duce (Dovia di Predappio, 29 luglio 1883 - Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945), è stato il fondatore del fascismo. Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943, nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo, primo ministro, segretario di Stato. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse al titolo di Duce anche quello di "Fondatore dell'Impero" e di Primo Maresciallo dell'Impero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945. 
Nel 1935 intraprese l'attacco e l'occupazione dell'Etiopia, provocando l'isolamento internazionale dell'Italia. Appoggiò i franchisti nella guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con il Patto d'Acciaio nel 1939. 
È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.
Nel 1940 decise per l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane e alla messa in minoranza durante il Gran Consiglio del Fascismo, fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. 
In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italotedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945, dopo aver invano cercato di trattare la resa. Il tentativo di fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo, sul lago di Como. Fu fucilato il giorno seguente insieme a Claretta Petacci.

Il doc film racconta come un giovane, privilegiato, saudita nato negli anni '50 sia diventato il fondatore e il leader di al-Qaeda, icona e guru dei musulmani militanti di tutto il mondo, mente della jihad globale. Con il suo odio per l'imperialismo americano, i suoi molteplici, feroci, attacchi contro obiettivi civili e militari statunitensi durante gli anni '90, la pianificazione, l'attuazione e le conseguenze degli orribili attacchi suicidi dell'11 settembre, bin Lāden ha cambiato per sempre il mondo.

Nelle successive puntate, la rete diretta da Marco Costa parla di Adolf Hitler e del Generale Tōjō (31 ottobre) e del Colonnello Gheddafi e Saddam Hussein (7 novembre).