Teleconsiglio

Ci sono venti minuti di televisione ogni giorno che non riesco a perdermi. E dire che ai tempi le avevo viste tutte e di qualcuna ricordo anche le battute. Tardo pomeriggio, Italia 1, c’è Camera Cafè. Uffa con queste cose di una volta, direte. Però scusate, che c’è di male? Erano i tempi della tv più clamorosa e creativa di sempre, saltando col telecomando finivi comunque su qualcosa che sarebbe in qualche modo passato alla storia televisiva. Ma rimanere affezionati a quella macchinetta del caffè è una cosa ovvia: mi faceva impazzire il fatto che il programma si chiamasse così, che tutto si svolgesse lì di fronte, alla macchinetta, e che nella realtà non ci fosse alcuna macchinetta, ma una telecamera. C’era del genio già in quello, poi c’erano Luca&Paolo giovani, poi gli altri e un gruppo di autori che sfornava ogni giorno una serie di gag di quelle che qualcuno definiva scorrette: e insomma sembrava di essere in America e invece si era appena fuori Milano, con il tempo che scorreva intorno e una risata via l’altra, dentro un programma che replicheranno anche tra cento anni.
Per dire che la giornata, oggi, viaggia sul sicuro: per una volta non vi dirò di cercare con il lanternino nei palinsesti dei canali minori, vi dico invece che in prima serata ce n’è per tutti, sul 5 c’è la Meryl Streep nel Diavolo che veste Prada, su Italia 1 ci sono quei due squinternati di Pio e Amedeo in viaggio a gratis per il mondo e poi c’è anche Quarta Repubblica per chi non vuole mollare l’attualità nemmeno un secondo.
Poi certo, la sottoscritta a metà serata metterà su la vecchia moka, in quanto sul Canale 20, appena dopo le 23, danno lo Sherlock Holmes interpretato da Robert Downey jr e Jude Law. Roba che anche una signora dabbene come me, se fosse stata a Londra a quei tempi avrebbe commesso una decina di omicidi solo per poi andare da quei due a chiedere di risolvere il mistero.